l’incontro

Sveglia. Doccia col disinfettante. Raccolgo i capelli in due codine da adolescente. Metto le scarpe da ginnastica. Valigia, berretto e maglia larga per farci stare dentro la panciona. Esco e mi dimentico di salutare Capriccio e Pasticcio. Me ne ricordo solo in macchina, ma ormai è troppo tardi e maritozzo dice che non importa. Penso che, in pratica, ho dimenticato di salutare la mia vecchia vita. Ora c'è tempo solo per la vita nuova, senza ripensamenti.

Accettazione. Campanello. Porta chiusa. Aspetti qui. Monitoraggio. Ennesima ecografia e sì, è sempre podalico: oggi lo tiriamo fuori. L'attesa: ci sono state delle urgenze. Il trasferimento nel blocco operatorio si, signora: la portiamo noi con la barella. La rachicentesi: ora suo marito può entrare. Il telo verde che copre tutta quella parte di corpo che non sento più. Le chiacchere con maritozzo: ci credi? mi stanno aprendo la pancia.. un po' come ho fatto io per tanto tempo con i topetti.. Il bip del ritmo cardiaco, l'ossigenazione, il catere, l'accesso venoso, il bracciale che si gonfia per misurare la pressione. Ecco, ci siamo: da adesso in poi, nulla sarà come prima.

Due colpetti di tosse e un pianto. Maritozzo che segue il pianto nella stanza accanto. Io che resto lì con la mia pancia aperta e un'equipe medica che ci lavora sopra. La testa vuota, la distanza: scusate, ma sapete a che ora è nato?
Maritozzo ritorna con gli occhi lucidi: è bellissimo, è bellissimo. Io provo a guardare e capire. Non vedo e non capisco. Ma, ha forse i tuoi occhi? Ma sta bene? Gli do dei bacini sulla fronte; cerco di annusare il famoso odore di neonato, ma non sento niente. Vanno tutti in neonatologia, mentre io li vedo uscire dalla porta. Mannaggia, non ho neanche chiesto quanto pesa…

Sono in sala "risveglio". Arrivano i miei due ometti. Vedo maritozzo che sa già tenere in mano quel frugoletto e mi dico che per forza gli riesce facilmente: lui ha due mani giganti. Il capretto si attacca al mio seno: non ho le mani grandi, ma ho anche io i miei punti di forza.. Saliamo in camera. Ora sento le gambe e posso anche muoverle. Peccato che questo letto sia microscopico: non riesco nemmeno a distendermi. Ma sono tutte nane in Svizzera? Maritozzo manda sms, rassicura tutti, è felice. Forse non è mai stato così tanto felice come in questo momento. Io butto gli occhi nella culla. Lì dentro, c'è quella creaturina che mi ha abitata per 39 settimane ed è stata sfrattata. Lì, nella sua culletta, lui sembra aver capito come respirare da solo, come mangiare da solo, come muoversi ed approfittare dello spazio. Per fortuna, lui ha già capito come fare il figlio: spero che mi aiuti a capire come fare la mamma.

Andreas è nato il 29 Dicembre 2011 alle 12.58 nella Maternità di Losanna con taglio cesareo programmato. Peso: 3.420 kg; lunghezza: 47 cm; circonferenza cranio: 35 cm. Nella stanza 6025 del sesto piano abbiamo festeggiato il nostro primo capodanno insieme e siamo tornati a casa il 2 gennaio 2012. Niente è più come prima ed è meglio così. Buon primo mese di vita, capretto!

la vigilia

4 settimane fa a quest'ora stavo preparando la valigia.

Mercoledì 28 dicembre ho passato la mattinata in laboratorio. Ho finito di liberare la mia scrivania e il mio bancone. Ho buttato la maggior parte di quelle cose che, per 5 anni, avevo considerato assolutamente necessarie, ma quel 28 Dicembre non lo erano più. Come nei film, ho fatto uno scatolone mettendoci dentro dei fascicoli, delle penne, un mug, il mio badge, due piante grasse e no, nessuna foto di figli perchè non ho avuto figli durante la mia permanenza all'EPFL. Sono scesa in stabulario e ho sistemato per l'ultima volta i miei topetti, i survivors. Ho lasciato qualche nota per i miei colleghi, per quelli la cui vita non sarebbe cambiata il 29 Dicembre e sono tornata a casa a mezzogiorno, senza salutare nessuno visto che il lab era deserto causa vacanze natalizie.

Alle 14 ero in ospedale per la visita pre-operatoria. Poche formalità e una delle ultime ecografie per confermare che sì, davvero questo bambino ha la testa sotto le sue costole e no, non si è girato. Una pastiglia di gastro-protettore da prendere prima di andare a letto; una boccetta di disinfettante con cui lavarsi il tronco la mattina prima di andare in ospedale meglio si lava, migliore sarà l'esito di questa incisione; la raccomandazione di digiunare a partire da mezzanotte: appuntamento alle 9 di mattina del 29 Dicembre per registrarmi all'accettazione; ingresso in sala parto alle 9.15 e venga pure con suo marito.

4 settimane fa a quest'ora stavo preparando la valigia. Ci ho messo dentro di tutto, per poi scoprire che nulla di quello che avevo preso sarebbe stato necessario e che nulla poteva prepararmi a quel salto nel buio, a quella voce e a quegli occhioni.

4 settimane fa a quest'ora stavo preparando la valigia e, seppur ingenuamente, mi preparavo all'incontro con nostro figlio.

… to be continued…

testosterone

Inebriata dall'XY della pancia (che deve aver ereditato un po' del carattere collerico del maritozzo), la mogliettina riscopre un'aggressività notturna finora latente: in sogno, insulta il suo capo, prende a sberle i suoi colleghi, urla contro tutti i condòmini.
La notte scorsa, nel pieno di un sogno irritante in cui qualcuno cercava di rubarle la borsetta, la mogliettina ha mugolato, serrato i denti, contratto i muscoli e sferrato un pugno in aria. Il pugno è atterrato sulle creme anti-smagliature lì accanto, che sono sonoramente precipitate dal comodino a terra.

Maritozzo (voce impastata dal sonno, ma allarmata): amore, che succede?
Mogliettina: ah, no niente. Ho tirato un pugno in aria mentre dormivo..
Maritozzo: .. un pugno? e hai fatto cadere tutto quello che avevi sul comodino?
Mogliettina: certo… era un pugno forte  e io dormivo profondamente.
Maritozzo: mmm… fortuna che tua sorella ti ha consigliato di dormire sul fianco sinistro. Non oso immaginare la faccia pesta che mi avresti fatto, se solo ti avesse detto di dormire girata dalla mia parte...

Se continua così, maritozzo farà meglio a presentarsi a letto con il paradenti :)

perchè ci sono cose che non cambiano mai

Maritozzo: Ah, eccezionale! Oggi dovrebbero averla spedita!
Mogliettina: Cosa?
Maritozzo: La stampante, ovvio!
Mogliettina: Ma… l'hai comprata?
Maritozzo: Certo! Non te l'ho detto che questo modello è perfettamente adatto alle nostre esigenze?
Mogliettina: Sì. Ma non hai detto che l'avevi già comprata!
Maritozzo: Beh, se è perfetta, perchè aspettare per averla?

Nel caso ve lo foste chiesti, vi posso rassicurare: no, maritozzo detto-fatto non è cambiato per niente! :)

wind of change

Un appartamento nuovo.

Un lavoro nuovo per maritozzo.

Un figlio in arrivo.

Da qui alla fine dell'anno, ci sarà da divertirsi.

Non classificato

Avvistato sotto casa nostra.

26 parole, di cui 12 sbagliate. Si salvano i numeri e gli articoli.
Per i bambini svizzeri del nostro vicinato, le prove di ortografia devono essere una maledizione.

Un franco per una corona

Il capo ha sganciato la bomba: “Jeg har fået et jobtilbud i København…”

Io e maritozzo siamo quasi-ufficialmente invitati a partire. Chiara, sarei felicissima se continuassi il tuo progetto laggiù con me o col direttore del centro. E tu, Filippo, non preoccuparti: troveremo di sicuro una soluzione anche per te.
Io e maritozzo, per il momento, ci avvaliamo della facoltà di non rispondere e ci limitiamo a pensare.

Dopotutto, tra i Paesi nordici, la Danimarca è quella più a sud di tutti, no?

Winbledon in camera da letto

Maritozzo annaspa sotto il peso del futuro incerto e dorme male la notte.

Mogliettina: Tesoro… allora? incubi angoscianti anche stanotte?
Maritozzo: Yawn… mmm… fammici pensare… Stanotte ho sognato che tu vincevi un torneo di tennis sconfiggendo contemporaneamente Serena Williams e Andre Agassi. Ero così orgoglioso di te!
Mogliettina, con un sospiro di sollievo: Ohhhh.. finalmente un bel sogno!!! Era ora!
Maritozzo: Sì.. è stato proprio bello… tu li sconfiggevi e poi ti ritrovavi a dover giocare da sola contro tutto il pubblico. In pratica, il campo avversario era invaso di persone e non c’era un buco-dico-uno dove far cadere la pallina… Io dovevo aiutarti… Giocavamo in coppia… E tu… tu sì che eri brava…. giocavi benissimo… E rispedivi la palla sempre nel campo di là… solo che non era proprio una palla… era più un mazzetto di pezzi di metallo pesante… ma tu… eri fantastica! ce la facevi sempre e non sbagliavi mai. Proprio un bel sogno! io, invece, non ero per niente capace… e mi affannavo, e correvo, e sudavo, e ci provavo con tutte le mie forze, e cercavo di aiutarti, per farti vincere… ma continuavo a sbagliare e prendermi il metallo dritto sui denti! Non puoi immaginare il male…
Mogliettina: ma… povero… in pratica, hai fatto un incubo brutto tanto come tutte le altre notti! Altro che bel sogno!
Maritozzo: no… io non sarei così negativo… Almeno, in questo, tu vincevi!

L’omeopatia non funziona. Forse dovrei portare maritozzo a giocare a tennis.



antidepressivo

Maritozzo: Evvai! E’ finalmente disponibile. 30 franchi meno di quello che avrei speso un mese fa.
Mogliettina: Beh, un franco risparmiato al giorno. Ne è valsa la pena. Vas-y. Approfittane e fatti un regalo.
Maritozzo: … …
Mogliettina: ?!?
Maritozzo: No, dài. Ho cambiato idea. Non mi serve. E peggio ancora, potrebbe non servirmi mai più. Chissà se troverò mai un altro lavoro.
Mogliettina: Ma…
Maritozzo: No. Non insistere. Lo comprerò solo se dovesse servirmi per un altro lavoro. Non continuare ad infierire. Per quello che ho da fare nei prossimi mesi, il mio vecchio basta e avanza.

10 minuti dopo.

Mogliettina: dove vai, maritozzo?
Maritozzo: a prendere la carta di credito.
Mogliettina: ma.. e tutta quella storia sul lavoro, la disoccupazione, cosa-ne-sarà-di-me, non-mi-servirà-mai-più-un-mac….
Maritozzo: eh, no… senti. Io ci ho provato a trattenermi… ma hai visto come ero triste? resistere alle tentazioni tecnologiche mi deprime. Anzi, non è che vuoi che compri qualcosa anche per te?

Nel momento stesso in cui ha smesso di preoccuparsi per la mia discussione di dottorato, maritozzo si è incrinato sotto il peso del futuro incerto. Confido nel potere taumaturgico dello shopping compulsivo di materiale tecnologico… altrimenti mi toccherà drogarlo di valeriana e camomilla… Un bacio!

la regina dei difetti

La mia nuova compagna di banco è una povera disgraziata che viene dal Belgio. Non senza sensi di colpa, io e maritozzo l’abbiamo ribattezzata ofego, l’unico nome che le calzi apparentemente a pennello.
E’ di una bruttezza malsana: un colorino grigio, capelli arruffati tenuti insieme da una ventina di mollette, una sciarpa blu di pashmina sempre (SEMPRE) attorno alla faccia (e, no, non è mussulmana), un viso arcigno anche quando non vorrebbe esserlo.
E’ di un’invadenza irritante. Ha cominciato espandendosi nel mio lato di scrivania con i suoi pidocchiosissimi articoli da prima della classe. Ha continuato frugando nel mio cassetto per prendere la graffettatrice, le forbici, la gomma, il cancellino, la matita, il pennarello. Ha perseverato piantando gli occhi sullo schermo del computer, leggendosi le mie mail e spiando i miei articoli ah, quello l’ho riconosciuto: è il clevers-tal-dei-tali, vero?
E’ dispotica, arrogante e acida. Interrompe chiunque stia parlando, dispensa consigli non richiesti, prende la parola quando tutti la ignorano, risponde alle domande rivolte ad altri, appropriandosi delle storie altrui, raccontandole e sparpagliandole ai mille venti. Ha tanti difetti e io non amo infierire sui casi umani. Però…

Serata PhD students. Party con formaggio e birra. L’ofego si aggira molesta. E’ eccitata, accalorata dall’alcool, dalla voglia di emergere, dalla fatica di dover far sentire la sua voce da criceto. Ad un certo punto, la calma: l’ofego sparisce. Quando ricompare, ha gli occhi lucidi e le guance arrossate. Ah, mi stavate cercando? No, nessun problema… Tutto bene. No, è che… ero andata in bagno.. e poi… sì, sapete avevo tanto sonno… non riuscivo a tenere gli occhi aperti… e quindi, sì, non so bene come dirlo, però… ecco, mi sono addormentata sul water e mi sono svegliata solo adesso…sì, per mezz’ora.. ma sapete, avevo così sonno…

La mia nuova compagna di banco è una povera disgraziata che viene dal Belgio. E’ brutta, sgraziata, antipatica, prevaricatrice, curiosa, fastidiosa e, sì… soffre pure di narcolessia… o_O’

*questo grazioso disegno è preso da Eloisa.