question time

Se…

dal 5 Luglio al 27 Agosto devo supervisionare la studentessa turca della Summer School,
dopo il 15 Agosto devo brevettare la primary cell culture of pancreatic progenitors,
a Settembre sottomettere l’articolo con dati che ancora non abbiamo prodotto,
a Ottobre e Novembre ottenere dei risultati con cui a Dicembre inziare a scrivere la tesi….

IO QUANDO VADO IN FERIE???

Uff…

ps. la strip che segue è presa gentilmente in prestito dal bellissimo La Gatta Bastarda & l’Orso Ciccione


gli amici del bosco

Passeggiata nel bosco di Aubonne.
Mogliettina, rigorosamente munita di mappa, si guarda attorno e finge di sapere dove sta andando.
Maritozzo, rigorosamente munito di macchina fotografica, guarda ogni singola infiorescenza attraverso l’obiettivo e scatta click-click-click.

- Ssshhhhh, fermo maritozzo. Immobile… Fai piano… Guarda lì…. C’è stato un movimento, delle foglie si sono mosse… ci deve essere un animaletto del bosco… Un coniglietto… un capriolo…  uno scoiattolo… una volpe… un orso… un…. un….
- un… topo…
- … …


are you listening?

Ho fatto un test per valutare il mio livello di conoscenza delle lingue. Livelli B1 – B2 – C1 – C2, elenco rigorosamente crescente.
Inglese C2.
Francese C1.
Italiano B2.

Ok, il test di italiano l’ho fatto senza concentrarmi troppo. Ma, da quando in qua uno si deve sforzare per fare un test di comprensione orale della sua lingua madre??? No comment.

nomignoli

Il periodo è dei peggiori. Passo le giornate con l’ipod a tutto volume nelle orecchie per non sentire tutto quello che succede attorno. Passo le giornate con gli occhi incollati al monitor del computer per non incrociare lo sguardo di nessun altro. Se potessi andrei in vacanza, cullando il pensiero di non tornare.
Ma non sono tornata per parlare di questo. Sono tornata per questo.

Mogliettina: Oh, hai sentito come l’ha chiamata? hai sentito??? L’ha chiamata Saccarina… Anche tu potresti chiamarmi Saccarina… è un soprannome così carino…
Maritozzo: mmm… sì….
Mogliettina: saccarina, saccarina…. o perchè no…. sac-chiarina…. E’ buffo, non ti pare? Sacchiarina!
Maritozzo: sacchiarina… non male…. sacchiarina…. anche sarchiapone suona simpatico, ti pare?
Mogliettina: ma… come ti permetti! mi hai detto sarchiapone…. ma ti pare una cosa da dire???  ma che razza di nomignolo è!!! io dico sac-chiarina e tu mi dici sarchiapone! ma sei insensibile…. sei crudele….
Maritozzo: ma guarda che ho detto sarchiapone… non sar-chiappone….
Mogliettina: sei orrendo….. sarchiappone…. ancora peggio di sarchiapone… sei pessimo. Da sacchiarina a sarchiappone. Grazie, maritozzo… sei un amore….

è successo: $$$!

Oggi maritozzo ha ricevuto una busta intestata a suo nome contenente 180 trilioni di dollari. Tre banconote da 50 trilioni e 3 da 10. Per chi avesse qualche dubbio in proposito, ecco.. siamo davvero milionari, ma sfortunatamente non siamo ricchi. Per la modica cifra di 12 dollari statunitensi, maritozzo ha comprato 180 trilioni di dollari zimbabwiani.

Interrogato sulle motivazioni che lo hanno spinto all’acquisto, maritozzo si è dilungato nella descrizione del martoriato stato africano, che soccombe sotto il peso di un’inflazione così alta che non vale nemmeno la pena quantificarla. Cosa abbia spinto la sua curiosità fin nell’Africa profonda, non è dato saperlo.

- Ma, maritozzo, come fai ad essere sicuro che queste banconote siano originali?
- Come faccio a sapere se sono originali??? Certo che sono originali! Le ho comprate su eBay!

vuoi davvero sapere di chi è?

Pompelmo (accusatorio, tenendo inorridito una gabbia vuota e sporca sulla punta delle dita): Chiarà, è tua questa gabbia? (io sono bravo, preciso, pulito. Voglio mettere in ordine in quel porcile della stanza-da-dissezioni e tu sarai la mia vittima).
Io (alzando un occhio dal mio bancone, accigliata e sopresa allo stesso tempo): Ti riferisci alla gabbia vuota che giace abbandonata sotto la cappa da mesi ormai? (toh… finalmente hai aperto gli occhi e ti sei accorto di quella gabbia… credevo l’avessi scambiata per un pezzo di arredamento…)
Pompelmo (un velo di stupore gli increspa la fronte): esatto, proprio quella. E’ lì vuota e sporca da tempo immemorabile! (ah, allora… l’avevi vista e non avevi fatto mai nulla fino a questo momento… adesso mi sentirai!)
Io (sospesa nell’assurdità della situazione, con tanto di punto interrogativo sulla testa): Cosa c’è scritto sull’etichetta? (hai proprio voglia di farti umiliare, quindi… ben ti sta… )
Pompelmo (spiazzato): c’è scritto P o m p e l m o. (… ops… vuoi vedere che la gabbia forse forse forse è mia….)
Io: toh… abbiamo scoperto il proprietario della gabbia, allora. Ora penso tu possa portarla in stabulario. Non ho niente in contrario. (… anzi, ti dirò di più: erano mesi che aspettavo lo facessi… idiota, la prossima volta che provi a puntarmi un dito contro, te lo stacco a morsi…).

Consiglio del giorno: se potete, evitate i Francesi.

diagnosi differenziale

Io: Maritozzo, ho male al polso. Tanto male al polso. Troppo male al polso…. Dici sia il tunnel carpale?
Maritozzo: Bah, mogliettina… è una malattia da vecchi: lo trovo poco probabile. Anche se… effettivamente…. forse hai davvero il tunnel carpale….
Io: :/

Io: sorella, ho male al polso. Tanto male al polso. Troppo male al polso…. Dici sia tunnel carpale? In alternativa penserei ad una tendinite…
Sorella: è indubbiamente il tunnel carpale. La ciccia comprime là e, voilà… i sintomi!
Io: … il polso…. ciccia…. pressione – compressione…. ma uffa! il polso è l’unica parte magra del mio corpo! Sei crudele!
Sorella: mi hai chiesto il mio parere e io te l’ho dato.

Io: non so cosa sia… ho male al polso. Tanto male al polso. Troppo male al polso….
Collega: ah ah ah, sfigata. A forza di pipettare, ti sei fatta venire il tunnel carpale!

Ho male al polso. Tanto male al polso. Troppo male al polso. Non so cosa sia, ma son sicura di non avere il tunnel carpale.


Paciughino

Io e Paciughino abbiamo avuto fin da subito un rapporto speciale.
Ho rincuorato la sua mamma quando credeva che non sarebbe arrivato mai.
Sono stata la prima della famiglia a sapere che si era finalmente deciso a intraprendere quel viaggio tanto atteso.
Ho fraternamente ricordato alla sua mamma che l’aveva tanto voluto e perciò non doveva lamentarsi se le capitava di  passare le sue giornate a 90 sulla tazza del water con un incoercibile senso di nausea. Hai voluto la bicicletta, sorella…

Paciughino mi ha aspettato per vedere la luce, lasciandomi qualche giorno per accarezzarlo finchè era ancora nella pancia  e altrettanti per vederlo sgusciato, in tutto il suo splendore. Una sincronia perfetta, se si considera che sono stata a casa sette giorni in tutto, per Pasqua.

Paciughino è sbucato fuori senza un rotolino di ciccia e con occhioni neri e attenti.
Io: Sorella, quando smetterà di fare lo strabico?
Sorella: Ah, ha già smesso!
Pulcetta: non ascoltarla, poveretta. Si è fusa il cervello a forza di guardarlo ed è diventata strabica anche lei.

Arrivando, ha nominato d’ufficio 3 nonni adoranti e 4 bisnonni emozionatissimi; una zia; uno zio e uno zio acquisito.
La nonna ha subito una trasformazione dalla quale non si riavrà più e della mamma-cyborg che conoscevo non resta quasi più traccia. Mamma, renditi conto che ormai non ti riconosco più. Sono al telefono con te, ma mi par di parlare con la nonna! Contieniti, per favore!
Il nonno si è messo in dieta e per il suo arrivo, ha indossato un completo nuovo fiammante, scelto rigorosamente dalla pulcetta che fidati papà: così sembri giovane e Paciughino non si spaventa!
Io, appena l’ho visto, mi sono innamorata come una pera cotta. Mi somiglia maritozzo? Dici di no? Per fortuna!!!
Suo zio (la pulcetta) ha messo le mani avanti fin da subito: nipote o non nipote, ricordatevi di non mandarlo da me in cerca di mance. Ho già i miei problemi a campare con quei due soldi che mi passano i genitori.
Lo zio acquisito (il maritozzo) l’ha guardato attraverso la lente della macchina fotografica. Mogliettina, vedi questa foto di Paciughino? Ecco. Se solo avessi il nuovo obiettivo per la macchina fotografica, potrei fargli delle foto ancora più belle. Ma, non insistere: l’obiettivo non lo compriamo… costa soldi e noi li risparmiamo. Ho deciso per l’austerità, una volta tanto.

Io, come tutte le innamorate, incapace di resistere alla tentazione di vedere l’oggetto del desiderio sempre di più e in ogni momento, ho comprato con la MIA carta di credito un obiettivo-da-ritratti per maritozzo. Crepi l’avarizia!  D’altra parte, chi potrebbe resistere ad un sorriso così???


Filippo, 31 anni appena compiuti

L’infido Skype ieri recitava: “Filippo, 31 anni appena compiuti”.
L’essere entrato a pieno titolo nella generazione dei trentenni non ti è piaciuto molto e hai cominciato a sentirti un po’ vecchio. Inutile dirti che a me sembri sempre uguale, che i tuoi capelli biondi e la tua barba rossiccia resistono stoici all’aggressione del bianco, che di rughe non ne hai e che, sì,  la stempiatura si è accentuata un po’ o forse no-hai ragione tu-hai sempre avuto l’attaccatura dei capelli alta.
Ho aspettato con te la mezzanotte per poter essere la prima a farti gli auguri. Da lì in poi, è stato un telefono in fiamme a sottolineare che hai lasciato il segno e tessuto legami che son saldi a distanza di anni.

Dal canto nostro, noi non abbiamo festeggiato. Ti ho fatto prendere la pizza; siamo andati in fretta e furia a comprare le patatine e la nutella per “celebrare” con junk food questo giorno, che la trasgressione ha un sapore diverso quando si diventa vecchi. Niente torta, nè tantomeno candeline.

Ti ho conosciuto che avevi 21 anni e oggi ne hai dieci di più. Il tempo non ti ha fatto male. Ti ha aperto gli occhi, ti ha reso più esperto, ti ha disilluso un po’. Hai imparato a prendere in mano la tua vita e a prendere in mano la mia, quando ce n’è bisogno. Ti sono rimasti occhi limpidi per vedere oltre e mani grandi per fare le cose. Hai spalle grosse per portare pesi inattesi e una barba ispida per tenere lontani i fastidi. Sai girare pagina e ricominciare, ogni volta con fiducia. Odi essere pungolato per fare le cose, ma, in-fondo-in-fondo-in-fondo, sai di avere bisogno di una spinta ogni tanto. Fai la voce grossa perchè dimentichi quanto le urla possano far male, anche a me, che manco ti ascolto quando gridi.

Potrei farti tanti auguri diversi per questi tuoi 31 anni. Tra tutti, ti auguro di riuscire a custodire imperturbato il tuo entusiasmo bambino. Qull’entusiasmo che ti fa gioire per un film vecchio di secoli, per un nuovo obiettivo della macchina fotografica, per una funzione inesplorata del tuo mac, per una bestia orripilante vista in fotografia, per una canzone andata (in)giustamente dimenticata, per una news sul forum di tecnologia, per una bella luna perfetta-da-fotografare… per una coppia di funghetti nata per caso nel vasetto del mio cactus.

Una cosa ti chiedo. Capisco l’entusiasmo… così dolce e carino… romantico…. ma… per favore…  smettila di irrigare la mia pianta grassa. I funghetti crescono indubbiamente bene in ambiente umido, ma, sai com’è… come dirtelo…. UN CACTUS (il mio cactus) NO! :)

non-compleanno

Domenica 23 Maggio, ore 20 o giù di lì. Suona il cellulare del maritozzo: un sms.
Lui, accigliato, leva gli occhi dal mac e legge il testo.

- … Mogliettina, ma come… …. è il mio compleanno e tu non mi hai nemmeno fatto gli auguricome hai potuto dimenticartene? …
- Da quand’è che compi gli anni il 23 Maggio?

- Ah,  oggi è il 23? Ok, allora… Non c’è problema! Mi hanno mandato gli auguri nel giorno sbagliato! per fortuna…

Secondo voi, considerati i livelli di stordimento che manifesta, con che cosa ha ricominciato a giocare il maritozzo?! :)