francesismi

Il collega: ça chauffe la baguette avec Marianne, n’est-ce pas?
Io: … non capisco, mi spiace… cosa vuoi dire?
Il collega: ça chauffe… ça chauffe… ça chauffe!
Io: … non capisco… cos’è che si scalda?
Il collega: mais oui… ça chauffe….
Io: :) … ça chauffe la baguette!
Il collega: exactement! ça chauffe la baguette! bravò!
Io: no, no! bravò, un cavolo! non ho capito ancora niente…
Il collega: “ça chauffe la baguette” signifie que … que.. comment est-ce que je peux t’expliquer… ça signifie que c’est tendu entre elle et son superviseur!
Io: ahhhhh, tanto ci voleva a dirmi che non va d’accordo col post-doc che la segue? baguette del cavolo!

Venuto a conoscenza della conversazione di cui sopra, il maritozzo ha così commentato: “… ah… … … meglio non ti dica quello che avevo capito io con tutta ‘sta baguette, ‘sto calore e ‘sta tensione… alla faccia del doppio senso…”
:)


le parole bisticciano

Tutto è cominciato con dela…
omioddio… dela-cosa? maritozzo, aiutami… Come si dice? delatore forse? uff, possibile che tu non abbia mai sentito questa parola? Ma dai… la conoscono tutti… e, adesso, non sono più sicura che si dica così… sono in confusione…aiutami!

Quindi siamo passati a negligiabile.
Parola che apparentemente non esiste, eppure a me suona così familiare…. Impensabile che me la sia inventata… Mamma, prendi il vocabolario di italiano e cerca “negligiabile”… no, non ti preoccupare: sono certa che esista… tu non l’hai mai sentita; nemmeno Maritozzo la conosce, ma c’è: son sicura… come non c’è?… no, non ci posso credere… in francese si dice négligeable; in inglese si dice negligible e in italiano non c’è? non ci credo… non è possibile…

Infine, abbiamo concluso con:
Mogliettina: ma, maritozzo, qui si parla di esperimenti grossi, di gente importante… mica pizza e fica, eh!
Maritozzo: … … :) … … volevi dire pizza e fichi, vero?
Mogliettina: … …
Maritozzo: beh, dài… “pizza e fica” non suona così male… anche se, a dir la verità, ti consiglio di non dirlo in pubblico, ok? … :)

Quando sono arrivata a Losanna nel Novembre 2006, credevo che sarei rimasta immune alla sindrome dell’italiano-all’estero-che-non-padroneggia-più-la-sua-lingua-madre… Apparentemente, sono in fase di pieno contagio.

la data di scadenza

E’ ufficiale. Oggi ho chiesto di poter prolungare il mio dottorato fino al 31 Marzo 2011. Questo significa che dal 1 Aprile 2011, io e maritozzo saremo a spasso e dovremo decidere cosa fare delle nostre vite. I consigli abbondano.

Il capo: quando l’articolo sarà pubblicato, potrai andare ovunque vorrai. Non saranno gli altri a scegliere te, ma tu a scegliere loro.
Mamma: vai, vai! Non fermarti. Guarda me, per esempio. Sono così imbranata che cado nel panico anche solo ad andare fino a Padova. Vorrai mica fare la mia fine, no?
Sorella: ma sì… cosa ti lamenti… Non fare la piagnona italiana. Guarda che bella vita che fai. Guarda quanti soldi prendi lì. Guarda come sono rilassati gli svizzeri. Goditi la vita e non voltarti indietro.
Amici: Voi avete tutte le porte aperte. Non avete i problemi di noi-poveri-cristi. Avete stipendi da favola, vivete tranquilli… non avete preoccupazioni…. invece, qui…
Pulcetta: non tornare qui a fare l’insegnante, per carità! Tu saresti troppo severa, troppo esigente, troppo carogna…. E, ti avviso: gli studenti non perdonano. Spenderesti quello stipendio misero in pneumatici nuovi…

Io, nell’indecisione, non decido.

(in)felicità – 2

Felicità è…
giocare a palla con Capriccio: le lanci la pallina di peluche, lei la rincorre, la azzanna e la riporta con un miao-rilanciala-per-favore-miao.

Infelicità è…
prendere la pallina per rilanciarla e rendersi conto che è completamente zuppa d’acqua. Capriccio trova, infatti, che sia molto più divertente giocare con una pallina grondante acqua, piuttosto che con una pallina pelosa e secca. Per la gioia del parquet…

workaholic

Maritozzo: amore, brava! oggi sei stata al microscopio per 5 ore consecutive, senza mai fare una pausa! non ti è venuto sonno stavolta?
Mogliettina: ho adottato una nuova tecnica… questa è infallibile!
Maritozzo: e sarebbe?
Mogliettina: ho messo a ciclo continuo una canzone che mi fa piangere… Microscopio o no, nessuno è capace di dormire mentre piange, no?
Maritozzo:

Cosa non si fa per il lavoro…. Buon lunedì!

le nostre nove candeline

Il moroso e la morosa, oggi, avrebbero festeggiato il loro nono anniversario di morosamento. Non ci sono arrivati perchè cancellati da un colpo di circa sei mesi fa.

Il maritozzo e la mogliettina, non senza sensi di colpa, hanno festeggiato in onore di quel primo bacio e di quel l’avventura continua che il moroso, gagliardamente, pronunciò per sancire l’inizio della loro storia.

All’epoca, la morosa aveva 19 anni; non aveva la patente; faceva il primo anno di università; pensava che una volta passato l’esame di Fisica 1 e 2, il mondo le avrebbe sorriso; prendeva pillole anti-acne che le seccavano gli occhi e le squamavano la faccia; faceva la pendolare tra Rovigo e Padova; non si era mai allontanata da casa se non in bici; aveva i capelli a carciofo; era magra. Del moroso non vedeva che gli occhi azzurri e le mani grandi; credeva non avesse padre, visto che parlava sempre e solo di mamma; trovava incredibile che fosse stato a scuola dalle suore dall’asilo fino alla fine del liceo; si faceva cullare dalla sua curiosità e trovava irresistibile passare il pomeriggio a fare le parole crociate con lui.

All’epoca, il moroso aveva 21 anni; si spostava sempre in moto; odiava Fisica 1 e 2 e stagnava sui banchi dell’università, nell’attesa che qualcuno gli passasse l’esame; faceva mille cose, generalmente bene; spasimava per una compagna di corso della morosa; non era mai stato a Rovigo; diceva un sacco di parolacce, alla faccia della buona educazione appresa dalle suore. Della morosa non vedeva che le braccia fiappe e lo scarso seno (‘ciecato! ); la parlata strana; gli sms insistenti; i treni che gliela portavano e se la riprendevano ogni giorno; le chattate su ICQ.

Il 22 Aprile 2001, dall’ io e te sono passati al noi.

…oggi, come 9 anni fa…. maritozzo, l’avventura continua…



(in)felicità

Felicità è…
un vulcano islandese che blocca il capo a Vancouver per 5 lunghissimi giorni.

Infelicità è…
dover passare la notte ad aggiornarlo via mail sui risultati degli ultimi esperimenti.


verde e grosso

Il maritozzo: cavoli! fanno Hulk! lo hai mai visto?
La mogliettina: no. Mai visto.
Il maritozzo: perchè non lo hai mai guardato?
La mogliettina: perchè ho sempre saputo che fa paura.
Il maritozzo: ma non fa paura… come puoi dire che fa paura, se non lo hai mai visto.
La mogliettina: tutti conoscono la storia di Hulk. Tutti hanno, almeno una volta, sentito parlare della storia di questo libro. Io l’ho letto quando ero ancora alle superiori…
Il maritozzo: intendi dire che hai letto il fumetto?
La mogliettina: bah.. libro.. fumetto… io ho letto il libro. …. Devo dire però… che il libro che ho letto io… bah… mi pareva un po’ diverso… anzi, direi…. completamente diverso…. ma… sicuro che questo film sia…. Hulk? ma sicuro-sicuro? secondo te, questo qui è Hulk… quello che diventa verde… ed è grande e grosso… ma mancano le cicatrici… i pezzi di cadavere assemblati… dove sono?  qui, non ce n’è neanche l’ombra… mmm… e poi… questo qui salta un po’ troppo per i miei gusti… quello che mi ricordo io… era diverso… se questo qui è Hulk, allora… come dire…  mi sa che mi son confusa…. già… mi son proprio confusa con… Frankenstein….
Il maritozzo: …

il blocco dello scrittore

Un lanciafiamme.
Con lo sconto, nel negozio di FaiDaTe, il maritozzo vorrebbe comprare un lanciafiamme per appiccare un incendio e… puuuuuf…. ridurre in cenere quello che non gli va proprio giù.

Forse è per paura che, mentre dice queste cose con lampo luciferino negli occhi, stia pensando di dar fuoco ai miei capelli a carciofo per vendicarsi del fatto che ho smesso di scrivere sul blog.
Forse è perchè il blog è incredibilmente triste, abbandonato così com’è.
Forse è perchè cominciano a circolare voci allarmanti su una mia misteriosa sparizione.
Forse è perchè ho voglia di ritrovare la forza di mettere la mia vita nero su bianco e riderci su.
Forse è per tutte queste ragioni (o forse per nessuna di queste) che penso di ricominciare a scrivere. Vediamo se ce la faccio…

Saggezza in pillole

Mamma: oh, povera… hai i capelli bianchi??? ma come è possibile… e dire che sei giovane… impensabile… i capelli bianchi così, improvvisamente…
Io: non tutti bianchi, mamma. Solo uno…
Mamma: .. è colpa di tutti i pensieri che hai sul lavoro… Come Barack Obama…
Io: eh? cosa c’entra Obama adesso….
Mamma: ma sì. L’hanno detto anche in tv. Da quando è Presidente degli Stati Uniti, si è incanutito tutto d’un colpo. Non l’hai notato?
Io: …

Mamma: ancora? stirare? ma quanto stiri???
Io: mai abbastanza, evidentemente…
Mamma: ascolta me.. Se proprio non hai voglia di lavare o stirare una cosa, vai in negozio e compratene una nuova. Anche io una volta ero come te, ma adesso… sono cambiata. Fai come ti dico, d’accordo?
Io: beh… se facessi come suggerisci, dovrei cambiare servizio di piatti una volta la settimana; guardaroba ogni 15 giorni; casa una volta al mese… Grazie del consiglio, comunque…

Mamma: scusa se te lo dico. Francamente è impossibile che tu lavori così tanto e non hai mai risultati… C’è qualcosa che non quadra…
Io: mamma, senti. E’ complicato. In ogni caso, quelle cellule in coltura non proliferano e non sono verdi. Non è che ci sia molto da vedere.
Mamma: ma sei sicura di vederci bene? Magari non accendi il microscopio.. o la lampada… oppure sei daltonica…
Io: …