Archive for aprile, 2012

mai mettersi contro l’allattamento al seno

Ho scritto un post piccato, ironico, irriverente contro l'allattamento al seno?

Ecco.

Venerdì sera, malessere generalizzato di lieve entità. Penso di aver preso freddo.
Sabato mattina, malesse generalizzato di medio-forte entità. Resisto fino alle 13 quando alla domanda di maritozzo su cosa vorrei fare, gli mollo in braccio il capretto e gli dico che vado a letto perchè non ce la faccio più. Ho male dappertutto, ho i brividi, freddo-freddo-freddo. Dopo aver dormito tre ore, nutro il capretto. Sento dolore al seno e mi accorgo che è leggermente arrossato. Boh… passerà. Alle 21 sento meno freddo del solito: mi misuro la febbre. 38°C. Il seno destro è indubbiamente rosso (perfino maritozzo daltonico lo vede), duro in un punto e dolente. Argh… l'ingorgo mammario… @##@@ e se fosse mastite o ascesso??? La guardia medica mi dice di andare al pronto soccorso ginecologico, previa telefonata per avvisarli. Al telefono, l'infermiera del PS ginecologico mi dice che 38°C non è ancora febbre: si tiri il latte, attacchi il bambino, faccia impacchi caldo-umidi, dreni il più possibile. Ah, e si scordi di dormire tutta la notte: massimo ogni 3-4 ore, deve tirarsi il latte o svegliare suo figlio perchè lo faccia lui al posto suo. Tzè, secondo voi, sveglio lui che dorme pacifico e poi si incavola o faccio da sola?!
Domenica, malessere localizzato al seno di media entità. Dopo aver drenato, impaccato, tirato, la febbre non c'è più. Con il passare delle ore, se ne va il rossore. Il dolore un po' resta.

Tutto questo perché? Perché venerdì non ho allattato dalle 7.30 alle 17.30; perché avevo un esame ed era vietato allattare al seno; perché il capretto si è bevuto un biberon di latte artificiale come ridere, senza lamentarsi del gusto diverso, impiegandoci un decimo del tempo di quello che impiega quando beve da me e dormendo poi pacifico e ghiroso come non mai; perchè forse il reggiseno stringeva proprio lì, in mezzo, in alto; perchè forse sì, ero pure un po' stressata. Insomma, ecco l'ennesima sorpresa dell'allattamento esclusivo al seno: una volta che cominci, non è facile smettere, nè tantomeno prendersi una pausa…

i pensieri di un cyborg

In piedi,  in soggiorno, mentre tutti gli altri sono seduti al tavolo a smanettare con i-pad e i-phone.

Mamma cyborg (mia mamma, n.d.r): Voglio anche io qualcosa della Apple prima che finisca la serie, adesso che è morto Steve Jobs e i suoi successori non sono all'altezza.
La pulce: Mamma ma tu cosa te ne fai di una cosa della Apple? Sarebbe tutto sprecato, s p r e c a t o, con te.
Maritozzo: La Apple non fallirà mai (tiè tiè tiè).
Il cognato ingegnere: La riflessione non fa una piega. In effetti, potrebbe fallire: chi lo sa.
Io: … no, io non ho detto niente perchè mi stavo rotolando dalle risate.
La pulce (again): secondo me, la mamma ha detto così perchè vuole comprarmi un computer nuovo e non vuole farlo sapere al papà e quindi, fa finta che sia per lei.
Mia sorella: Ma mamma… cosa ti piacerebbe della Apple, scusa?
Mamma cyborg: ah, io non so, non me ne intendo. Ma vorrei qualcosa con quella mela lì di dietro.


ri-testo

Ecco, quindi, il resoconto della mia seconda campagna promozionale. Questa volta, in prova il Cuore di Brodo – gusto Pesce – della Knorr. L'ho provato, anche se decisamente meno di mia suocera che aveva in programma un pranzo a base di pesce per Pasqua e quindi si è sbizzarrita. Indubbiamente più veloce e pratico che fare un fumetto di pesce, nella cui preparazione non mi sono mai cimentata perchè, francamente, chi ha in casa teste, code e polpa di pesci di medie-grandi dimensioni? Il brodo si prepara in fretta ed ha un gusto piacevole. Non avevo mai provato questi dadi gelatinosi e mi sono piaciuti nel formato e nel confezionamento. Esperienza più che positiva e almeno questa volta tutti hanno accettato volentieri i miei campioncini omaggio.

Tutti tranne maritozzo.
Io: evviva, finalmente una campagna dove ci sono prodotti culinari. Il brodo Knorr al pesce! Ti piace l'idea?
Maritozzo:  … Lo sai di chi è la Knorr?
Io: Mmm.. no. E' importante?
Maritozzo: E' della Unilever.
Io: embè?
Maritozzo: la Unilever è uno dei principali competitori di Nestlé nell'industria alimentare.
Io: … e quindi?
Maritozzo: no, niente…

Uno di questi giorni devo controllare maritozzo per verificare che i suoi nuovi datori di lavoro non gli abbiano messo né un chip sottopelle né un impianto cerebrale per condizionare i suoi (e miei) acquisti.

le cose che non sopporto dell’allattamento materno esclusivo

1. le dissertazioni sul mio seno: è pieno, sgonfio, grosso, vuoto, senti il latte che sgorga quando il bimbo si attacca. E le inquisizioni sui miei capezzoli: duri, soffici, delicati, rientranti, sporgenti, piccoli, grandi, chiari.

2. l'esposizione del mio seno in pubblico. Se fino a qualche mese fa, per pudore lo tenevo lontano pure dalle scollature, adesso lo mostro in pubblico con la sanguisuga attaccata, ma soprattutto troneggia, non richiesto, nelle foto del poppante.

3. l'uso non-stop del reggiseno: non indispensabile se non fosse che serve a sorreggere le coppette assorbilatte e quelle sì che sono indispensabili. Unica eccezione (ma troppo breve): quando faccio la doccia.

4. le disquisizioni sugli alimenti da bandire dalla mia dieta. Non ne avessi avuto abbastanza delle restrizioni della gravidanza, allatto e ricominciano a farmi sentire in colpa. No, la verdura a foglia larga, no. No, la verdura a foglia verde, no. I pomodori no perchè sono acidi. Il latte no perchè fa la crosta lattea. La caffeina bandita perchè lo tiene sveglio. Il cioccolato no perchè è un eccitante. Il salame no perchè ha un gusto piccante che passa. Dimentica i broccoli, i cavoli e gli asparagi.

5. l'impossibilità di curarmi con farmaci. Se in farmacia, fino a prima della gravidanza, mi avrebbero venduto tutta la farmacopea dei medicinali da banco, ora signora, continui con il paracetamolo e vediamo se passa: sa, lei allatta…

6. la discriminazione mamma – papà. Se il poppante si trasforma in scimmia urlatrice isterica, papà ti guarda con occhi pieni di compassione e sollievo: tocca a te: sei tu che hai le tette.

7. l'impossibilità di dormire comoda fino a mattina. Una prega per avere un bambino che dorma la notte, è incredibilmente fortunata e la sua richiesta è esaudita. Peccato che il bambino dorme beato e il mio sonno è disturbato dal seno diventato una pietra dolente perchè troppo gonfio.

8. i capelli. Durante la gravidanza belli e folti grazie agli estrogeni; durante l'allattamento cadono a ciuffi. La scienza spiega tutto dicendo che mancano gli estrogeni e la prolattina è tossica per i bulbi piliferi; la saggezza popolare dice che i capelli si perdono quando il bambino comincia a riconoscere la mamma. Poco importa: ancora qualche giorno e la mia testa sarà indistinguibile da quella di maritozzo.